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06/04/2009
CAMPIONATI EUROPEI DI MILANO - finali di specialità
Il Mediolanum Forum gremito di tifosi venuti ad applaudire i loro beniamini. Sugli spalti un nutrito gruppo di tifosi della Ginnastica Meda giunti per sostenere i campioni di casa e per tifare indistintamente tutti gli azzurri, quegli splendidi ginnasti che ancora una volta, caparbiamente, hanno saputo mettersi in evidenza conquistando sei finali continentali. Le qualificazioni maschili ci avevano regalato due primi posti nelle classifiche provvisorie di specialità, agli anelli con Morandi e alla sbarra con Cassina. C’erano tutte le premesse perché la giornata di domenica si tingesse di azzurro, soprattutto c’era la certezza della buona condizione dei nostri ginnasti, che in qualificazione hanno dimostrato tutto il loro valore. E noi abbiamo cullato i nostri sogni di podio.

Arriva il momento degli anelli, attrezzo che già tante soddisfazioni ci ha regalato. Sale Morandi ed esegue il suo esercizio davvero impegnativo in modo pressoché perfetto, con una sola sbavatura nella granvolta di petto. 15,525 è il verdetto della giuria. Troppo presto per esultare, ci sono ancora sei ginnasti che aspettano il loro turno per salire al castello. E’ la volta di Angioletti, anche lui preciso, che strappa il punteggio di 15,275. Sale il bulgaro Jovtchev e si materializza un incubo analogo a quello di Pechino. Dopo solo sette mesi, la giuria inspiegabilmente “premia” il bulgaro che non tiene le posizioni per i due secondi richiesti, finge di non accorgersi che i gradi di allineamento del corpo non sono sufficienti, non abbassa la nota A per la ripetizione dello Yamawaki. Di più, quando è il turno dell’ucraino Vorobiov, la giuria gli assegna il punteggio di 15,600 nonostante il ginnasta abbia iniziato a tremare a metà esercizio e abbia fatto un passo in uscita. Ancora anelli amari, ancora un’ingiustizia nei confronti di un ginnasta italiano, ancora una volta una giuria scorretta e un italiano, questa volta Morandi, si ritrova ingiustamente ai piedi del podio. Nessuno a mai pensato a favoritismi perché gli Europei si disputano in Italia. Semplicemente si esige un comportamento corretto da parte del corpo giudicante, che segua il codice e applichi le stesse regole in tutte le sue valutazioni.

Si infrange così il primo sogno, la rabbia prende il posto della gioia che era pronta ad esplodere, la delusione si mischia a tanta amarezza.

Il settimo posto di Angioletti agli anelli e di Pozzo al corpo libero, il quinto posto di Busnari al cavallo con maniglie testimoniano il valore del team maschile, ma non stemperano certo l’amarezza per la medaglia sottratta a Morandi.

Ultimo attrezzo: la sbarra, quello più insidioso, quello che ti può portare in cima al mondo o farti atterrare malamente sul materassino infrangendo i tuoi sogni di gloria. Cassina, dopo aver incantato il pubblico con un’esecuzione perfetta nella gara di qualificazione, cade in finale nel secondo salto (Kovacs avvitato).

Al di là delle medaglie sfuggite per un soffio, abbiamo vissuto giornate indimenticabili sugli spalti del Mediolanum Forum e abbiamo avuto la dimostrazione, con le superbe performance degli azzurri (qualcuno si è espresso meglio in qualificazione, qualcun altro nella finale), che l’Italia maschile, guidata dal nostro Maurizio Allievi, è ancora competitiva, agguerrita e può sempre mirare al podio. E l’Italia maschile, non dimentichiamolo, è per due terzi Ginnastica Meda.


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